Dal cielo alla terra;
la Grande Piramide come apoteosi della prefezione
Alla sintesi di quanto esposto alle pagine precedenti, abbiamo visto ri­sol­ver­si perfettamente quelle due condizioni, i cui enunciati hanno fino ad oggi alimentato il dilemma di una doppia teoria, frustrando le menti di stu­dio­si ed appassionati senza una via di uscita se non quella di compromessi più o meno artificiosi.
Tutto questo inevitabilmente provocato dal pressupposto di [dover] contare su un π assoluto e definitivo, senza tener conto della verità matematica che 3.14159 è comunque una costante artificiale, benché approssimata al mas­si­mo possibile.
Unitamente ad altri eccitanti calcoli e misteri, ciò ha polarizzato l'attenzione sul­l'ap­pa­ren­te discrepanza, senza poter andare oltre e porsi ulteriori do­man­de sul suo si­gni­fi­cato; o peggio, ha autorizzato taluni esperti a trattare la ma­te­ria come prodotto di un'antica civiltà non abbastanza progredita!

Invero, una volta superata l'impasse, la domanda che dovrebbe sorgere spon­ta­nea è: perché tali nozioni sono state trasmesse per essere rese note? Spiegano forse come la piramide abbia potuto essere costruita, in terrmini di masse, di blocchi e misure? o a quale scopo essa fosse destinata? se­gui­rebbero fin troppi altri enigmi, e tali dichiarazioni matematice e ge­o­me­tri­che per corrispondenze alteratesi nei secoli, avrebbero solo potuto gettar ben­zi­na sul fuoco.
A meno che i contenuti di ciò che che stiamo esaminando non in­tro­du­ces­se­ro essi stes­si la reale consistenza di tale costruzione e le sue potenzialità re­con­di­te, ben più significative delle tante ipotesi muratorie che lasciano una dopo l'altra il tempo che trovano.

Due fonti irrinunciabili
A questo punto non posso non rimandare ad un articolo ormai datato presso astrotime.org, “La fine di un mondo”, con la traduzione di un im­por­tan­te re­so­con­to intitolato “The Anglo-Saxon Mission”, inviato nel mar­zo 2010 alla Pro­ject Camelot Pro­duc­tions, dal relatore Kerry Cas­si­dy già in car­rie­ra militare nel Regno Unito.
Al paragrafo “The Pyramids of Giza” egli spiega:
Quale parte dei preparativi per il cam­bia­men­to in arrivo, gli Alhoo edificarono quello che oggi è noto come il complesso di Giza, alle porte del Cairo. Questo sito
è stato edificato con largo anticipo sul passaggio e completarlo non ha richiesto più di cinque anni, con uno sforzo maggiore per pianificarlo che non di costruirlo.
Queste piramidi contenevano ogni esempio di tecnologia Alhoo, servendo prin­ci­palmente come un faro che si po­tes­se sen­ti­re lon­ta­no nel­lo spa­zio, for­nen­do una va­sta­/di­ver­si­fi­cata gam­ma di in­for­ma­zio­ni geo-fi­si­che sul­lo sta­to del­la ter­ra in tem­po re­a­le.
Ciò si­gni­fi­ca­va che gli Alhoo potessero rimanere nello spazio ed 'ascoltare' quel che stava accadendo in superficie. …
Molti dibattiti hanno spaziato sul tipo di tecnologia utilizzata per la co­stru­zio­ne del complesso di Giza. Non erano corde, paranchi e muscoli. Era suono.
Tutto ha una frequenza - persino la pietra. Le pietre sono state ta­glia­te e sol­le­va­te solo in­ter­cet­tan­do le frequenze contenute al loro interno. Non occorreva altro.
Per di più le piramidi erano auto illuminanti e brillavano di luce intensa per tutta la notte. Tutto questo era possibile semplicemente intervenendo sulla frequenza.
Vorrei aggiungere, per amor di completezza, che le piramidi caddero in rovina, a causa di un uso improprio, migliaia d´anni prima che i Faraoni salissero al potere. Non le ha costruite Cheope, egli ed altri hanno tentato riparazioni sen­za conoscere appieno la funzione originaria del complesso. Sento che questo è importante che si sappia.
https://projectcamelotproductions.com/interviews/anglo-saxon-mission/anglo-saxon-mission.html
La voce di un individuo dotato di rara e lucida memoria personale di una sua vita passata, se ritenuto af­fi­da­bi­le, è certamente più istruttivo di son­dag­gi ad opera di sensitivi. Con­si­de­ra­ti i toni e gli argomenti che tratta e la com­pe­ten­za, per la mia esperienza lo ritengo attendibile.

Per di più, proprio in questo contesto, mi ha rammentato la notizia di molti anni addietro di un tale americano, che era stato capace di costruirsi quasi in se­gre­tez­za e senza con­si­sten­ti aiuti meccanici un vero e proprio castello in pie­tra, fatto di volumi con massi intagliati ed inamovibili, con una sorta di te­le­tra­sporto o sfidando la legge di gravità in modo tutt'ora privo di spie­ga­zio­ni. Essendone certo nella memoria, anche se non ne avevo più sen­ti­to parlare, lo vado a cercare e lo ritrovo co­me Coral Castle di Ed­ward Leed­skal­n in Florida; e non è solo questo:

Ed iniziò i suoi lavori a Florida City nel 1928,
prima di trasferire l'intera struttura nella sua attuale sede a Homestead nel 1939.
Questo spostamento, che coinvolse oltre tre milioni di libbre di roccia,
fu eseguito con la stessa segretezza e precisione della costruzione originale.
Ed usava strumenti semplici come scalpelli, martelli e treppiedi, eppure riuscì a creare enormi megaliti, alcuni dei quali pesavano fino a 30 tonnellate. Uno degli aspetti più notevoli di Coral Castle è la precisione con cui le pietre sono posizionate.
https://tripstoexplore.com/coral-castle-secrets/
C'è dell'altro che sorprende, e non posso che indicare i link, giacché que­sto è un dato di fatto che scavalca l'ìncredulità, laddove a contestarlo fornendo sparute spie­ga­zio­ni strumentali vi sono solo parole e supposizioni in­ter­ve­nu­te a 90 anni di distanza. I dissacratori sono d'obbligo ed è un'occasione unica per farsi notare; d'altra parte Leedskalnin non ha mai rivelato come abbia fatto, il che do­vreb­be escludere procedure normali che avrebbe po­tu­to comunque esibire e di cui van­tar­si; mentre invece, molto serenamente:
Ed ha solo affermato di conoscere i segreti usati per costruire le antiche piramidi e che se lui è riuscito a impararli, anche tu potresti farlo.
Naturalmente ben pochi sosterrebbero una simile dichiarazione sulla pi­ra­mi­de, che non possono controllare, senza porsi in conflitto con il mondo ac­ca­de­mi­co. Ove ognuno fa il suo gioco; ma quale gioco poi? quello per cui non si è ancora appurato nulla di certo ed esplicativo, lasciando a tutti la li­ber­tà di improvvisare teorie?
I suoi lavori in opera includevano tra l'altro un telescopio Polaris, una me­ri­dia­na che mostra non solo l'ora del giorno al minuto, ma anche le stagioni e i solstizi, e sculture celestiali, tutte realizzate interamente in pietra, nonché un certo allineamento con elementi astronomici.
https://coralcastle.com/
L'avranno aiutato ad intagliare a mano massi fino a 30 tonnellate?

Evidentemente Ed diceva la verità e lo ha provato al di là di ogni ra­gio­ne­vo­le dub­bio. Qua­le che fos­se il suo mo­ven­te sen­ti­men­ta­le, anche solo da un pun­to di vi­sta psi­co­lo­gi­co, pro­prio os­ser­van­do l'im­ma­gi­ne del ma­nie­ro si capisce che solo di­spo­nen­do di mez­zi ex­tra-­or­di­nari – per cui pesi e mi­su­re non fos­se­ro più di im­pe­di­men­to – un in­di­vi­duo a­vreb­be po­tu­to pun­ta­re a quel tipo di cre­a­zio­ne quan­to a vo­lu­mi e ma­te­riali. E quei mezzi li usava, di notte e in segreto.
Un'im­pre­sa che amerei de­fi­ni­re ‘na­i­ve’, al con­fron­to con la po­ten­za im­pie­gata.

Non ha senso concepire una siffatta re­a­liz­za­zio­ne con­tan­do su semplici scal­pel­li, martelli, argani e trep­pie­di, li­mi­tan­do­si ai quali chiun­que avrebbe op­ta­to per ma­te­ria­li da costruzione più vi­ci­ni al mattone, mentre la mole stessa dei bloc­chi impiegati nell'ampia area come tessere di un mosaico smbolico, in­di­ca a­gi­bi­li­tà e con­fi­den­za, quasi fossero il modo più rapido ed essenziale per rappresentare e giungere allo scopo.

Allorché l'enorme porta di pietra co­ral­li­na (2 × 2.30 × 0.50 mt, peso 9 ton­nel­la­te), che ruotava su se stes­sa con la pres­sio­ne di un dito a 6 mm. per lato dalle pareti pareti portanti, si in­cep­pò trent'anni dopo la mor­te di Ed, smontarlo per po­ter­lo ri­si­ste­ma­re ri­chie­se l’im­pie­go di una gru e di 6 uo­mi­ni. Si scoprì l'utilizzo di un albero me­tal­li­co im­per­nia­to su un vec­chio cu­sci­net­to da ca­mion; che ov­via­men­te era un sup­por­to meccanico necessario, ma di certo non sufficiente a garantire l'ef­fetto.
Infatti nemmeno una équipe di tecnici spe­cia­lizzati con più moderni ma­te­ria­li è riu­sci­ta a ripristinare la sua iniziale funzionalità, tanto da finire con il do­ver­la pro­teg­ge­re da una grata metallica a conclusione di vani tentativi.
In mancanza dell'ingrediente che solo il genio di Ed avrebbe potuto ri­met­te­re in opera, da solo e di notte, nonostante tutti gli sforzi delle attuali tec­no­lo­gie il portale continuò ad incepparsi, senza rimedio.
Quella che può apparire come una realizzazione accessoria alla scenografia del castello, è in realtà la riprova più schiacciante ed incontrovertibile di un mistero, che va ben oltre la messa in posa di massi, in quanto implica un mec­ca­ni­smo in movimento continuo, non solo, ma indisturbato per decenni, come se il suo peso naturale venisse ignorato.
Lungi dall'essere un semplice accessorio al suggestivo parco, questa porta dimostra l'aver su­pe­ra­to persino ciò che si stenterebbe a credere os­ser­van­do l'edificio stesso: qual­co­sa che si poteva muovere con leggerezza co­stan­te, man­te­nen­do­si come in uno stato di so­spen­sio­ne, fino al­l'i­ne­vi­ta­bi­le rug­gi­ne ed usura del cuscinetto, che vede crol­la­re il costrutto –occulto– iniziale.
Tutto ciò va persino oltre alle tecniche riferite per la Grande Piramide, e non solo quella.

Siamo di fronte a due testimonianze chiare, pulite, disinteressate; dalle pro­ve­nienze più dif­fe­ren­ti e nessuna fa riferimento all'altra, eppure enunciano la stes­sa cosa, con la naturale disinvoltura di chi conosce l'argomento.
Diversi bambini che giocavano nei pressi, testimoniarono di aver veduto e­nor­mi blocchi di pietra fluttuare nell'aria "come palloncini a idrogeno", mentre l'uomo, vocalizzando dei suoni, li faceva sollevare con dei gesti delle mani.
https://random-times.com/2019/11/12/edward-leedskalnin-and-the-mysteries-of-coral-castle/
Perché mai avrebbero voluto, o potuto inventare una storia così poco credibile?
Se andate a consultare degli scritti esplicativi di Edward Leedskalnin sulle pro­pri­e­tà di atomi, materia, magnetismo ed elettricità, vi accorgerete presto che martelli ed argani ebbero ben poco peso nella sua realizzazione.
Troverete però solo testi nudi e crudi, depauperati per semplicità editoriale dal materiale illustrativo, che però qualcuno potrebbe ritenere si­gni­fiicativo, per cui ne riproduco qua il PDF con le scansioni degli originali (3.2MB).
Scoprirete altresì che le sue conoscenze sulla presenza e movimento di ma­gne­ti nella materia si svilupparono parallelamente (e ancora in­di­pen­den­te­men­te) da quelle del già celebrato Ighina e del suo “atomo magnetico”, per il sostanziale basamento comune, pur discostandosi per finalità ed impiego.
Il guaio è che qualunque verità che non trovi spazio all'interno dei nostri con­fini cognitivi è destinata a cedere il posto alle più fuorvianti deduzioni.

Quel che è certo, nessuno cercherà di associare liberamente questa realtà, pic­co­la meta di turismo, alla Grande Piramide, soprattutto da parte degli stu­dio­si più impegnati e saccenti. Sarebbe un crollo, di due secoli di teorie, le loro. Direi anzi che quanto più il confronto potesse ac­qui­sta­re evidenza, tanto più verrebbe silenziato.
Come sempre, ognuno crederà a ciò che più gli si confà; di fronte a due ri­spo­ste semplici e veritiere, abbastanza esplicative da indirizzare i ri­cer­ca­to­ri, si fa di tutto per ignorarle. Anche se il teletrasporto quantistico è un e­spe­ri­men­to già realizzato a distanza di Km, la verità pura e semplice è che non siamo in grado di intervenire sulla frequenza della pietra. Il giorno in cui lo si scoprisse, ciò che oggi viene scartato diverrebbe scontato in un attimo.

il progetto es­sen­zia­le
Tuttavia non è la co­stru­zio­ne che questo mio lavoro predilige, ma ciò che la genera e sorregge; che non è estraneo a quanto sopra, ma gli sta a monte.
Appianate certe premesse, è il momento di riconsiderare il progetto es­sen­zia­le di quella formazione a piramide – tralasciando tutti i misteri che si com­pon­go­no al suo interno – sotto la prospettiva più illuminante.
Coglierne l'anima, fin do­ve possa risultare consono al nostro tempo, non è solo filosofia.

Come tutto origina da Uno, partiamo da un centro dal quale si articola qua­lun­que campo, energetico e/o gravitazionale.
Evoca l'immagine del punto di inizio, quel solo punto, in accordo al Modello Cosmologico Standard, nel quale l’U­ni­ver­so era così piccolo da restare un inimmaginabile concentrato.
Fondamentalmente qualunque manifestazione può essere ricondotta a quat­tro direzioni, due contro due (es. DNA), che si diramano dal centro come vettori simmetrici, e­qui­va­len­ti in duplice modalità sia nel­l'a­strat­to che nel concreto.
Possiamo ravvisarne e distinguerne i caratteri in mille modi, tutti imperniati sulle coordinate cartesiane |- -|, |- +|, |+ +|, |+ -|, anche se per la ma­te­ma­ti­ca queste sono solo sequenze prive di vita propria, come del resto sulle quattro operazioni: +, -, ×, ÷, fino ai rapporti di freddo/caldo/secco/umido tra le quattro stagioni, e più elementarmente Terra, Fuoco, Acqua, Aria, solo per o­rien­tar­si ad una prima immagine.
  • Per la dimensione trascendente o energetica – il cerchio, l'astratto – tali direzioni delineano quattro fasi. genericamente ondulatorie ed orbitali, ossia di moto in equilibrio di at­tra­zio­ne/repulsione.
  • Per la dimensione materiale o immanente – il qua­dra­to, il denso – con­fe­ri­sco­no spazio e forma ai suddetti argomenti, la cui combinazione è il fon­da­men­to di ogni processo tangibile.
Per meglio comprendere il rapporto matematico tra i due piani, possiamo fo­ca­liz­za­re l'analisi su un singolo quarto, sia fase del cerchio che lato del qua­drato.
Partendo dall'insegnamento fondamentale del Divino Tri­an­go­lo (il profilo pi­ra­mi­da­le vero o ideale, che contiene vir­tual­men­te tutto quanto precede e se­gue della piramide) abbiamo visto che inscritto in un cerchio di diametro = 1 la sua alteza è Φ, dunque verrà mantenuta questa unità di ri­fe­ri­men­to, quale raggio di quel cerchio che da quel centro avrà quindi dia­me­tro 5 -1, il dop­pio di altezza della piramide. Si noti che quel diametro moltiplicato per la lun­ghez­za della circonferenza di diametro = 1 dà a sua volta il perimetro di base della piramide.
È una scelta che addentrerà, per così dire, nel cuore della sua magia.
La bozza sinottica qua improvvisata non è un diagramma geometrico, ma un disegno a mano libera (molto libera - spero che renda l'idea) in cui la sola fi­gu­ra esatta rimane il Grande Tri­an­go­lo Aureo.
Di proposito ho im­prov­vi­sa­to su di essa come su una lavagna, poiché in que­­sta ardua conclusione della mia trattazione non è la precisione grafica che con­ta, ma il conseguimento concettuale.
Va subito notato che nello schizzo ho inteso raffigurare il cer­chio come ce­le­ste, ovvero o­riz­zon­ta­le e superiore, non verticale e tangente alla base come potrebbe suggerire d'istinto la definizione della sua doppia altezza.
Scelta che si rifà al concetto di vortice rotante, di cielo, un turbine so­vra­stan­te e pa­ral­le­lo alla base della piramide, poiché solo così acquista un sen­so e­spli­ca­ti­vo; o anche meglio, pensa­rlo in una sorta di espansione co­ni­ca dal centro-vertice verso la base, ruotando intorno al­l'al­tez­za come fuso gra­vi­ta­zio­nale.
Lo schizzo tenta di evidenziare come nel solido sia lo stesso rapporto (¼ del π usuale) in luogo dei raggi, a dirigersi verso la base, definendone con mi­su­ra impeccabile ogni lato e le 4 facce che culminano al vertice, e la cui area totale cir­co­scri­ve esattamente il cer­chio. Non sto dicendo nulla di nuo­vo, ma lo tratteggio in modo diverso, forse più intuitivo.
Ciò che mi propongo di evidenziare nuovamente è il modo primario ed in­so­sti­tu­i­bi­le in cui la costante [Platinum, da me definita] , ossia 0,78615… sia quella che stabilisce il rapporto tra il cerchio e la sua quadratura, so­prat­tut­to piramidale; na­tu­ral­men­te sotto l'egida del corretto π. Ogni quar­to di detta cir­con­fe­ren­za sarà dunque (5 -1) × 0,78615 = 0,971736….
Ho usato il diametro, ad evi­denziare la presenza della  5 [ 5 = 1 + 4 ] in al­ter­na­ti­va al rag­­gio (r+r)×π­/4, che co­mun­que si ri­col­le­ga ai quar­ti di cer­chio nel modo già illus­tra­to.
An­che se può ap­pa­ri­re ba­na­le sul pia­no ma­te­ma­ti­co, un di­ver­so pun­to di os­ser­va­zio­ne può re­-in­di­riz­za­re la percezio­ne in modo inat­teso.
Qua la presenza della costante è funzione tra­spa­ren­te, mantenendo nel creato il necessario e­qui­li­brio nel moto cir­co­la­re, o di espansione / contrazione, tra ciascuno dei suoi quattro quarti.
È la manifestazione intrinseca del π, anche se per la matematica corrente non è sta­ta che la chiave per tentar di calcolare una cir­con­fe­renza.

Ben diverso è il suo destino se da quello stesso centro passiamo alla di­men­sio­ne fisica, in cui diventa il vertice della grande piramide.
Sul pia­no ma­te­ria­le in­fat­ti i quat­tro i­po­te­ti­ci raggi o vet­to­ri sim­me­tri­ci as­su­mo­no for­ma vi­si­bi­le, co­me lati di se­zio­ne (o al­tez­ze del­le fac­ce) per cia­scu­na del­le quat­tro di­re­zio­ni, rag­giun­gen­do il ter­re­no dal cen­tro-ver­ti­ce ad un'al­tez­za pari al rag­gio, e con lun­ghez­za , da cui l'im­pre­scin­di­bi­le an­go­la­zio­ne ver­ti­ca­le di 51°49'38, de­fi­nen­do al­l'in­con­tro con il ter­re­no il pun­to me­dio di ogni lato di base, che sostituirà per cia­scu­na del­le quat­tro di­re­zio­ni Cardinali [NSEO] i sud­det­ti ar­chi di cer­chio di pari lun­ghezza.
Sono quegli stessi raggi che marcano l'inspiegata flessione concava di cia­scu­na faccia, sufficiente a rendere la struttura un solido a otto pieghe.
Ciò nonostante abbiamo visto che l'area totale delle 4 facce tri­an­go­lari che dal­la base quadrata si uniscono al vertice, dando forma alla piramide, e­qui­va­le a quella del qua­dra­to circoscritto al cerchio!
Ed ecco virtualmente raccordate le dinamiche energetiche ai 4 punti car­di­na­li terrestri, argomento che avevo già introdotto in questa pagina; ma sarà poi solo virtuale?

Tutto questo indica con sufficiente chiarezza almeno due aspetti sostanziali:

  • la Quadratura del Cerchio non è solo quella sfida geometrica che per se­co­li ha intrappolato le menti dei matematici; si tratta di un apparato atto conversione atta ad esprimere e costituire, il passaggio di stato da un piano dimensionale al­l'al­tro, processo di transizione imperniato su pre­ci­se leggi numeriche e strutturali.
  • la Grande Piramide di Giza non è solo la virtuosa rappresentazione ge­o­me­tri­ca di questo principio sublime, per di più in una scala di portata pla­ne­ta­ria.
    Da questo magnifico connubio, che vitalizza una struttura con le proprietà stesse che le conferisce, per la sezione aurea Φ e quel π che da sua radice quadrata [ ] va moltiplicato per quattro onde abracciare tutto il cerchio, nasce quanto meno quella potenziale risonanza introdotta fin dal 2002 in quel mio saggio «Il segreto dei 5 Riti Tibetani», facente capo alla se­quen­za dei cerchi aurei esterni ed interni al grande tri­an­go­lo.
    Dopo anni da allora, più di una ricerca è stata avviata con ap­pa­rec­chia­tu­re scientifiche, al fine di misurare o rilevare la presenza di campi e­let­tro­ma­gne­ti­ci e di spazi segreti al suo interno, rispondendo in vari modi a tale sche­ma aureo fondamentale; come lo Scanpyramid Pro­ject, o per una equipe di ricercatori Russi e Tedeschi (J. Appl. Phys. 124, 034903 (2018)) l'interazione con onde elettromagnetiche esterne di lunghezza pro­por­zionale ossia di risonanza, scoprendo che La piramide si comporta come un dispositivo risonante, che oscillando a certe frequenze, attrae ed amplifica le onde radio.
    In una dichiarazione, l'Università ITMO, in Russia, ha scritto:
    "Sebbene le piramidi egizie siano circondate da molti miti e leggende, disponiamo di poche informazioni scientificamente affidabili sulle loro proprietà fisiche. A quanto pare, a volte queste informazioni si rivelano più sorprendenti di qualsiasi finzione".
    https://www.ancient-code.com/scientists-find-the-great-pyramid-of-giza-focuses-electromagnetic-energy/.

    Nondimeno siamo ancora lontani dall'aver compreso tale ‘antica mac­chi­na’ ritenuta ‘disattivata’; anche perché nel più avanzato dei casi essa viene in­dagata secondo prospettive e modalità che rispetto al suo co­strut­to do­vrem­mo considerare primitive, tanto più di­sco­no­scen­do la sua effettiva anima aurea, con risultati sorprendenti, ma ancora lontani da conclusioni fattive. Per quanto emerge, essa è verosimilmente un modulo di attuazione ul­tra­-scien­ti­fi­co, uno strumento re­con­di­to (tutt'ora pulsante, nella mia im­pres­sio­ne immediata sul posto) che non si è ancora ma­ni­fe­sta­to, e che non ha concesso ad alcuno di sondarne la pro­fon­di­tà, se non attraverso e­spe­rien­ze più o meno di su­per­fi­cie, anche nei casi di ap­purate percezioni ESP.
    La sua potenzialità sembra essere orientata ad un futuro datato da mi­glia­ia di anni, e forse anche per questo resiste ad assalti di ogni genere. Sempre che la sua efficienza non sia stata compromessa o rovinata – pre­su­mi­bilmente per le connessioni interstellari – da un cattivo uso, co­me tiene a riferire il relatore Kerry Cas­si­dy, da parte di soggetti che co­mun­que ne a­vreb­be­ro saputo assai più di noi.
Per il momento tuttavia non manca di regalare alle menti più attente la no­zio­ne che, per con­se­guir­ne tale meraviglia ben più che architettonica, la sua chiave di volta non sia altro che la  Φ poiché, in quanto base del vero π, interverrà in egual modo presso qualunque scala e riproduzione fisica del monumento.
Ne deriva che questa irrinunciabile ricerca non sia destinata ad evidenziare l'unicità della Grande Piramide come ‘ottava meraviglia’, quanto il fatto che essa stessa più che un generatore di elettricità e magnetismo e risonanza di massa, sia la realizzazione plastica ed operante della conversione me­ta­fi­si­ca / fisica, per quel miracolo costituito dall'assoluta sinergia di Φ e π.
Ciò detto, è lecito du­bi­ta­re che Cheope ed il suo entourage ne fossero i pro­get­ti­sti, o anche solo i detentori.



Antonio Alessi © The Watch Publisher, 2003-25

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