2x2 = 3.14

π = QUADRATURA DEL CERCHIO

The Rosetta Stone' detail – © The Trustees of the British Museum

Mito ed Eresia

La QUADRATURA DEL CERCHIO CON RIGA E COMPASSO non solo non è im­pos­si­bi­le, ma è un processo insito nella stessa geometria ‘figurativa’ in modo na­tu­ra­le, poiché il π è cardine delle leggi di armonia ed equilibrio che la regolano.
Si trattava solo di scoprirne la chiave.

A tutto dispetto di quanto esibì F. Lin­de­mann circa l'ir­ri­sol­vi­bilità del pro­ble­ma, il suo successo fu ed è tutt'ora dovuto u­ni­ca­men­te al fatto che il calcolo cor­ren­te del π è af­fi­da­to da sempre a criteri eterogenei alle leggi / natura del cerchio.

Il π istituito deriva infatti nel più avanzato dei casi, dal ricondizionare il cer­chio a po­li­go­no, dilatando entro la cir­con­fe­ren­za ac­cen­tua­zio­ni poligonali pro­gres­si­ve, se­quen­zia­te da formule che non lo rendono ge­o­me­tri­ca­men­te deducibile.
In parole povere, la presunta trascendenza del π è dovuta al modo in cui è stato for­mu­la­to, non al parametro algebrico da sempre ac­ces­si­bi­le, anche se mai acquisito finora.

DISCIPLINA DEL π E NATURALE QUADRATURA DEL CERCHIO - © The Watch Publisher"

Se il π ha superato di gran lunga il vanto della celebrità, ciò non è do­vu­to tanto alla sua indiscussa priorità scientifica, tanto me­no al­l'es­ser com­pro­vatamente perfetto, quanto al fatto che costituisce an­co­ra la mag­gio­re sfida, idealmente irrisolta ma e­let­ta perciò a ves­sil­lo, che sban­die­ra mil­lan­ta de­ci­ma­li del tutto inutili, al solo fine, più o me­no conscio, di dissimulare l'inevitabile ­compromesso.
La Sezione Aurea Φ infatti meriterebbe altrettanto, e invece la si tro­va ovunque ridotta ad una pseudo spirale, addirittura sorpassata, non di rado inglobata dall'anomala sequenza di Fibonacci nata du­e­mi­la anni dopo in un torneo da fiera.

Questo mio lavoro illustrerà i fondamenti di tali affermazioni, che ri­chie­do­no solo buon senso, in­tro­du­cen­do alla so­lu­zio­ne radicale e de­fi­ni­ti­va dell'enigma π, riconducibile – assai più che a formule e calcoli in­fi­ni­ti che si sprecano da secoli in di­bat­ti­ti e di­mo­stra­zioni negatòrie – alle proprietà auree di quel­lo stra­or­di­na­rio triangolo, sì! un tri­an­go­lo per cominciare, analizzato e descritto nel mia precedente pre­sen­ta­zio­ne del "The unknown Great Golden Triangle and the Great Py­ra­mid of Giza", che fa data fin dal 2003 ad una mia pubblicazione [ISBN 978-88-904390-5-6].
Per concludere al volo, una sintesi tout court è condensata a fine pa­gi­na; ma cliccando sul titolo potrai scaricare il PDF di 33 pagine.

QUADRATO E CERCHIO

Le riflessioni che seguono, proprio in quanto risultanti da una più at­ten­ta ponderazione maturata con lo studio che presento, potranno svolgere un'utile funzione introduttiva, in virtù di un carattere più let­te­ra­rio e descrittivo che matematico.
Lo studio proposto è frutto di riflessione infatti, ben più che di cal­co­li, che la natura pare aver elargito senza alcuno sforzo.
Starà al giudizio del lettore stabilire quale abbia precedenza e mag­gior rilievo.

Al fi là del mero assunto geometrico, necessariamente limitato po­i­ché di con­ce­zio­ne umana e strumentale, se il quadrato con le quat­tro direzioni che presenta si può con­si­de­ra­re emblema dello spazio, della ma­te­ria e della massa statica, il cer­chio riconduce all'energia, alla vi­bra­zio­ne ondulatoria o suono, al tempo, che si attua e si svol­ge tramite le sue quattro fasi cicliche.

Il quadrato necessita di tutti i suoi estremi, o di una croce come dei quattro punti cardinali, che virtualmente lo definisca.
Dar vita ad un cerchio è assai più semplice: basta lasciar cadere una goccia, il suo centro, su una superficie d'acqua ferma, per ve­der for­mar­si non un solo circolo, ma una sequenza di anelli in ra­pi­da e­span­sio­ne con diametri via via crescenti.

Anche se le istantanee fotografiche non colgono che un attimo degli impulsi d'onde che si alternano dal centro, non è difficile rap­por­tar­ne le dinamiche a schemi ricorrenti, che dipendono na­tu­ral­men­te dal peso, l'ampiezza e ri­spon­den­za del [velo] liquido ed altri fattori, ma sempre dando luogo e forma a ben distinti campi concentrici, di pro­por­zio­ni cre­scen­ti, fino a perdersi in singole onde una accanto al­l'al­tra con l'esaurirsi della spinta iniziale.
Basta cercare “drop of water image” sulla rete per raffrontarle in quantità.
Il cerchio esprime ad un tempo equidistanza da una sorgente [con­tra­zio­ne] e continuità isometrica [espansione].
La sua po­ten­zia­li­tà, che virtualmente può rac­chiu­der­si anche nel so­lo centro, si ma­ni­fe­sta a livello ondulatòrio, per tra­dur­si in atto nel qua­dro delle sue fasi.
La geometria del quadrato ne ‘cristallizza’ la continua alternanza cir­co­la­re, proiettandola in aree e direzioni distinte e separabili.
Sono brevi note ‘letterarie’ che vorremo con­si­de­ra­re astratte, ma non a­stru­se, intese a stimolare l'attenzione sulla natura e sul si­gni­fi­ca­to po­ten­zia­le del cer­chio, come di un'espressione latente sul­la quale merita meditare, per meglio as­si­milarne l'essenza e la radice profonda e fun­zio­na­le, che si può senza dubbi definire trascendente.
L'origine [centro] e il ma­ni­fe­sto av­vol­gi­men­to del tut­to [cir­con­fe­ren­za], si pos­so­no ben ri­co­no­sce­re in pri­mis nel più com­ples­so e rap­pre­sen­ta­ti­vo im­pian­to ge­o­me­tri­co del sim­bo­li­smo e­so­te­ri­co mon­dia­le (tra­man­da­to co­me Śrī Cha­kra yan­tra, la cui co­stru­zio­ne com­ple­ta ho ri­sol­ta da anni con e­sat­tez­za as­so­lu­ta per la pri­ma vol­ta nel­la no­stra sto­ria), po­i­ché ri­con­du­ce ad un co­strut­to co­smi­co u­ni­ver­sal­men­te ri­co­no­sciu­to co­me tale.
La sua pla­ni­me­tria si e­sten­de con trat­ti sor­pren­den­ti sul­la se­rie di 8 cer­chi con­cen­tri­ci, i cui dia­me­tri ri­sul­ta­no in pro­gres­sio­ne au­rea tra loro.

Una vista schematica rimanda ad
un estratto PDF del testo originale
.
Gli stessi che si os­ser­va­no in que­sta fi­gu­ra, ap­pli­ca­ti al me­de­si­mo tri­an­go­lo ma­e­stro del man­da­la, cor­ri­spon­dente al pro­fi­lo di se­zio­ne del­la gran­de pi­ra­mi­de di Giza, se­con­do un'or­di­na­ta pro­ie­zio­ne ver­ti­ca­le che pub­bli­cai in quel 2003, la­scian­do i­po­tiz­za­re una se­quen­za di cam­pi vi­bratòri con pre­ci­sa ri­so­nan­za al­l'in­ter­no del­la strut­tu­ra; co­sa che cir­ca set­te anni do­po sem­bra aver tro­va­to un ri­scon­tro per lo ­me­no spet­tra­le gra­zie al­l'in­stal­la­zio­ne di stru­men­ti scien­ti­fi­ci (muon de­tec­tors).

Oltre ad esser base di ogni relazione orbitale, da atomica ad a­stro­fi­si­ca, la più misteriosa modalità di af­fer­ma­zio­ne del cerchio è senza dub­bio la spirale, simbiosi bidirezionale dei due valori di cen­tro e pe­ri­fe­ria, o­ri­gi­ne e destino, che raccorda l'in­fi­ni­te­si­mo all'infinito.

Ritroveremo questi primi ingredienti come necessari se non suf­fi­cen­ti alla risoluzione naturale della quadratura del cerchio, pre­sen­ta­ta in questo lavoro, dal quale si evince la corretta de­fi­ni­zio­ne e ge­ne­si del π, la sola vera incognita e chiave del millenario enigma.


2x2 = 3.14

DISCIPLINA DEL π E NATURALE QUADRATURA DEL CERCHIO
© The Watch Publisher


in un cerchio di diametro 1, π è la Radice Quadrata della sua sezione aurea
per secolare convenzione moltiplicato ×4 = 3,144605511029693144

Una ulteriore analisi, a dir poco singolare, è stata sviluppata presso Astro­Time. Non solo viene costruita la Carta-del-Cielo genetliaca del tradizionale pi day – festeggiato dal 1988 come ‘Giornata mon­dia­le della matematica’ – con una stupefacente scoperta a­stro­lo­gi­ca, ma si ri­sol­ve finanche la struttura genetica della celeberrima quan­to sco­no­sciu­ta costante π, che a dispetto del più caleidoscopico tiro al ber­sa­glio pensabile, continua a governare il mondo fisico e non solo.
Antonio Alessi © The Watch Publisher, 2003-21